Unione dei Comuni Montiferru Sinis

Il Montiferru - Sinis è caratterizzato da una grande vivacità culturale, da tradizioni millenarie e misteriosi riti legati alla terra, da emozionanti ricorrenze religiose e profane. [continua]

Cultura ed Eventi.

Il Montiferru - Sinis è un territorio caratterizzato da una grande vivacità culturale, da tradizioni millenarie e misteriosi riti legati alla terra, da ricorrenze religiose e profane.

Nel passato queste festività costituivano una delle poche occasioni di svago e di interruzione dei duri ritmi del lavoro quotidiano, occasioni uniche di conoscenza e socializzazione. La festa era quindi la manifestazione che più di ogni altra rappresentava la vita sociale e culturale di un popolo.

Ancora oggi nel “Montiferru - Sinis” si conserva un notevole patrimonio di tradizioni popolari, legato ai cicli della natura e della vita dell'uomo. Dalla nascita alla morte, l'esistenza umana era infatti accompagnata da usanze e credenze particolari. I diversi momenti del ciclo dell'anno, erano legati ai ritmi delle stagioni e ai lavori nei campi.

Un esempio di come le tradizioni popolari si conservino tutt’oggi ci viene dato dal Carnevale di Santulussurgiu. Gli ultimi tre giorni del Carnevale la strada principale del paese diventa teatro di una delle corse equestri più belle, impegnative e spericolate della Sardegna insieme a Sa Sartiglia di Oristano e l'Ardia di Sedilo: Sa carrela ‘e nanti. Questa è la strada in terra battuta arena di una sfrenata e pericolosa corsa a cavallo, in cui i partecipanti, tutti rigorosamente lussurgesi e organizzati in pariglie composte da due o tre cavalieri per volta, si sfidano in bravura, provando la propria maestria equestre, l'assetto durante la corsa, la compostezza dei cavalli lungo un percorso tortuoso.

Fortemente emozionanti anche i caratteristici riti della settimana santa nel territorio. In modo particolare quelli del venerdì santo, denso di eventi e che vede la maggiore partecipazione dei fedeli, nella quale si rappresenta la crocifissione di Gesù o "Ingravamentu / Iscravamentu" a seconda della parlata locale.

Gli ultimi anni inoltre, il territorio ha fatto registrare un forte incremento del turismo culturale attorno a rassegne letterarie, cinematografiche e musicali. Su tutte, “Cabudanne de sos poetas” o “Settembre dei poeti” a Seneghe, premiata come migliore manifestazione culturale poetica italiana nel 2009. L’evento è legato indissolubilmente alla cultura materiale e alle produzioni enogastronomiche di eccellenza del territorio, tra cui l’olio e la carne del bue rosso.

Proprio a Seneghe, la cultura dell’olio ha profonde radici e il prodotto ha un grande valore economico e sociale. La raccolta ed il trattamento delle olive coinvolge tantissime persone o addirittura intere famiglie e da anni il paese è sede del Premio Montiferru. Vi è anche un’altra manifestazione che si svolge nel paese l’ultima domenica di novembre e che prende il nome di Prentzas Apertas: momento in cui le macine storiche presenti all’interno del paese vengono aperta ai visitatori.

Manifestazioni enogastronomiche di primo piano anche quella di Milis, dove si svolge da XXII edizioni la rassegna dei “Vini novelli” e che attira un grande flusso di visitatori; ma anche la Sagra delle zeppole a Narbolia, della cipolla a Tramatza, del pomodoro a Zeddiani, delle ciliegie a Bonarcado. Particolarmente caratteristica della zona è la vernaccia, di cui si svolge la sagra a Baratili San Pietro. Di questo pregiato vino se ne parla anche nel periodo del Giudicato di Arborea ed è addirittura citata da Dante nella Divina Commedia. La vernaccia può essere considerato uno dei grandi vini, a livello mondiale, per le caratteristiche organolettiche, senza confronti nel panorama vinicolo italiano.  Il lungo affinamento in botti di castagno scolme, infatti permette alla Vernaccia di raggiungere vette eccelse in qualità e bontà.